Scongiurato qualsiasi pericolo di bolla immobiliare, il mercato italiano sembra esser destinato a chiudere il 2013 con un segno negativo. La “buona” notizia è che, almeno nell’anno in corso, la perdita media di valore dovrebbe limitarsi a una percentuale compresa tra l’1,5 per cento e il 2 per cento, contro una flessione di 4 punti percentuali sperimentata lo scorso anno.
Ad esser convinta di tale posizione previsionale è l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che in un suo recente studio è riuscita a elaborare qualche linea di tendenza da parte del mattone dei principali Paesi europei. Stando a quanto dichiarato dall’agenzia, l’Italia non conoscerà nessuna stabilizzazione dei valori per almeno un altro semestre o, probabilmente, fino alla prima parte del 2014: non è quindi escluso che il prossimo anno i prezzi delle case possano chiudere con una sostanziale invarianza o, addirittura, invertire la marcia chiudendo il segno positivo.
E per gli altri mercati europei? La situazione sembra essere immediatamente migliore nel mercato tedesco, con Berlino che chiuderà l’esercizio in corso con un segno positivo. Condivideranno invece un segno negativo i mercati di Francia, Spagna e Olanda, che salvo qualche sporadica eccezione territoriale, sembrano essere destinate a concludere il 2013 con una perdita (contenuta, nella prima ipotesi) dei valori immobiliari.Occhi puntati, pertanto, al 2014: secondo l’agenzia di rating la crisi del mercato immobiliare italiano non sforerà nel settimo anno e, di conseguenza, si arresterà al 2013. Pertanto, il prossimo esercizio solare potrebbe vedere un incremento dei prezzi compreso tra lo 0 e lo 0,5 per cento: troppo poco per essere entusiasti, ma quanto basta per cancellare i malumori.